Terra di leggende il Regno delle Bocce, la storia del tedesco e delle pietre verso Cuvignone

(a cura di Roberto Bramani Araldi) Come tutti gli anni nel gruppo di amici, che abitavano nei paesini sparsi alle pendici del monte Cuvignone, non passava neanche lontanamente per la mente di rinunciare al costume ferragostano di celebrare il giorno festivo tradizionale senza la scampagnata lungo i sentieri immersi nei boschi della montagna per accedere al ristorante, affiancato alla deliziosa antica chiesetta, entrambi intenti ad ammirare il lago Maggiore dalla terrazza panoramica protesa nel vuoto.

Il programma era immutabile: partenza di prima mattina con tutto il necessario per la colazione al sacco presso la locanda, che metteva a disposizione i tavoli e le bevande, naturalmente a pagamento, e il campo di bocce sul quale i maschietti si sarebbero cimentati in due squadre da tre giocatori per un’interminabile partita i cui perdenti avrebbero avuto l’onere di sostenere i costi globali del beveraggio. Coinvolti anche i sostenitori, inclusi nella sfida.

Quell’anno ci sarebbe stata una novità: un nuovo partecipante, “il tedesco”, un certo Angelo, che poi nuovo non lo era del tutto, dato che si trattava di uno del gruppo che era andato a studiare in Germania, lì si era laureato e sposato e saltuariamente tornava in Italia dove aveva parenti e amici.

Tutto venne organizzato anche per sostenere la presenza del “tedesco”, al quale vennero impartire le istruzioni rituali, soprattutto per la competizione alle bocce che avrebbe caratterizzato il dopo pranzo e che rappresentava il piatto più prelibato della giornata.

Il caporione del gruppo, il Serafino, notoriamente fervido d’iniziative burlesche, pensò di approfittare dell’ingenuità di Angelo – pure questa nota caratteriale faceva parte della conoscenza dei cosiddetti amici – cercando di spiegare in dettaglio come si sarebbe svolta l’escursione, ma soprattutto che la partita a bocce per potersi svolgere lassù in montagna, sarebbe stata possibile solo trasportando con un sacco gli arnesi, le bocce cioè, e il compito sarebbe stato assegnato a lui, visto che era il neofita: avrebbe pagato una specie di pedaggio, insomma. Angelo accettò subito, tanto era entusiasta di essere stato inserito nel gruppo, per cui Serafino gli promise che nessuno avrebbe potuto scalfire quel suo diritto, anzi si raccomandò di prestare la massima cura nel maneggiare il prezioso carico.

Quel 15 agosto si presentò climaticamente terribile: già di primo mattino un’afa allucinante aveva afferrato il respiro, come raramente sa perseguitare il lago, allorché la ventilazione si mette in sciopero per far elevare il tasso di umidità a livelli altissimi. Una temperatura prossima ai trenta gradi, ogni movimento faticoso per chiunque, come se ognuno fosse invaso dal profondo torpore indotto da abbondanti ingestioni di cibo.

Malgrado il clima, l’atmosfera era festosa e il drappello si mise in marcia allegro e spensierato, addentrandosi nel bosco che donava un poco di sollievo, seppure in misura ridotta: la calura era comunque notevole. In fondo arrancava Angelo, con il pesante zaino di una trentina di chili sulle spalle che rendeva ancora più ardua la sua arrampicata da uomo di città.

E’ vero che la risalita del Cuvignone non poteva di certo essere paragonata alle Grigne di Walter Bonatti e dei Ragni di Lecco, né tanto meno alla scalata dell’Everest effettuata nel 1953 da Hilary e Tienzing, tuttavia costituiva un impegno notevole per il povero “tedesco” che spargeva rivoli di sudore sugli stretti sentieri che conducevano alla sospirata locanda.

Finalmente arrivarono, Angelo esausto non trovò nulla di meglio che assidersi sulla spalletta laterale che guardava il sottostante campo di gara e rimase leggermente sconcertato osservando che, sparse sul fondo del terreno, c’erano molte bocce apparentemente abbandonate; chiamò Serafino e: “Ma, scusa, non mi avevi detto che non c’erano le bocce e dovevamo portarle su noi. Quelle che cosa sono?” Serafino stava facendo una fatica immane per non ridere, poi incapace di mantenere più a lungo la scherzo, sbottò: ”Beh, forse mi sono sbagliato, vorrà dire che useremo quelle del campo, quelle che hai portato su puoi anche buttarle” e giù una sonora risata. Angelo, seccato e ancora più perplesso, aprì lo zaino e scoprì che era colmo di pietre!

Raccontano che le ingiurie più sanguinose, oscene, in tutte le lingue che il “tedesco” conosceva vennero lanciate in un’unità di tempo sconcertante per la sua brevità e il lancio di sassi conseguente abbia creata una zona di massi erratici ancora oggi visibile nello spiazzo antistante la locanda.

E con grave scorno per le bocce: niente riedizione della sfida all’OK Corral di John Sturgess per sancire chi si sarebbe avvalso della possibilità di scherno verso i perdenti per un tempo indeterminato, assolutamente discrezionale.

Terra di leggende il Regno delle Bocce: Ersilia

Un altro racconto ricco di aneddoti ormai andati quello di di Roberto Bramani Araldi, che vede protagonista una giovane diciassettenne

(articolo di Roberto Bramani Araldi) Se l’Ermete, indiscusso capo famiglia Giacconi, si soffermava un attimo a considerare il percorso della sua ormai non più breve esistenza – i prossimi sarebbero stati 54 – non poteva che considerarla non avara di soddisfazioni.

Aveva un lavoro sicuro da alcuni lustri – faceva il factotum, dal giardiniere, all’autista, all’uomo delle pulizie della suntuosa villa con ampia vista sul lago Maggiore, sponda lombarda, s’intende! – con una bella e comoda casa, rappresentata dalla dependance della villa, aveva una famiglia numerosa, quale aveva sempre desiderato, era infine un signor giocatore di bocce: “Un raffatore come me lo devono ancora inventare” come affermava con un notevole spreco di guasconeria, ad amici, parenti e a tutti i malcapitati che gli capitavano a tiro.

Ma non è che tutto fosse così perfetto: un cruccio l’aveva e che cruccio! Aveva quattro figli, veramente erano figlie: Elisabetta, Eleonora, Elena e Ersilia – le aveva chiamate tutte con nomi che iniziassero con la E, in omaggio all’iniziale del suo nome -. La cosa non gli era stata gradita, lui voleva un figlio maschio, ma ogni volta che la Carla rimaneva incinta gli scodellava una femmina.

Alla quarta decise di calare la saracinesca, apostrofando la moglie con un bel: “Non sei capace che di fare femmine, porco giuda, e io volevo il maschio, volevo che il cognome Giacconi – dell’Ermete evidentemente, degli altri non me ne frega niente – andasse avanti, volevo uno al quale potessi insegnare a giocare alle bocce, invece tutte gonnelle, maledizione a te che sei capace solo di sfornare femmine!”.

Ce l’aveva soprattutto con l’ultima, con l’Ersilia, ormai diciassettenne, riuscita decisamente male. Piccola, grassa, di sicuro non un genio a scuola, un viso irregolare affatto affascinante e, per non farsi mancare nulla, pure antipatica, perennemente immusonita e sgarbata. E’ vero che l’Ermete forniva con regolarità elementi a iosa, rabbuffandola di continuo e dicendo “apertis verbis” che era un’incapace, che era stata una delusione, che l’aveva costretto a rinunciare al figlio tanto desiderato e così via imprecandole contro.

Meno male che aveva le bocce. Il piccolo, ristretto campetto a lato del campo da tennis gli permetteva di allenarsi con regolarità, innanzi tutto nel volo, dove era un po’ zoppicante e gl’impediva di essere quel giocatore completo al quale ambiva.

L’Ersilia, invece, si macerava, nessuno del’altro sesso si accorgeva di lei, del resto era cosciente di essere brutta, neppure la famosa bellezza dell’asino – il vecchio detto inteso a caratterizzare la bellezza connessa alla gioventù – la assisteva. Ma se gli altri non la guardavano neppure, lei i maschietti li adocchiava e non è che le spiacessero, anzi.

Un giorno piombò in casa uno dei soci di bocce del padre, un certo Egidio – nome fatale secondo il Manzoni nei suoi Promessi Sposi -, giovane, di pochi anni più anziano dell’Ersilia, reputato una promessa. Fu amore, subito, senza tentennamenti, senza condizioni, senza …, insomma assoluto – da parte della fanciulla, naturalmente, perché l’altro neppure aveva notato la sua presenza -.

Fu così che l’Ersilia cominciò, di nascosto, all’alba o approfittando dell’assenza delle altre componenti della famiglia, a maneggiare le bocce di allenamento, che il padre lasciava in uno stipetto, cimentandosi con l’accosto, essendo impensabile di fare rumore con le bocciate.

Scoprì così che se la cavava abbastanza bene, che, forse, le doti del padre si erano in parte trasmesse alla figlia, e che il gioco le piaceva, eccome, anche se per prudenza si guardava bene dal rendere nota la sua novella passione, esplosa per l’amore verso l’Egidio.

Si procedette così per alcuni mesi fino ad un fatidico venerdì, nel quale L’Egidio piombò in casa arrabbiatissimo, esternando: “Ermete sono furibondo! Mi ero iscritto alla gara domenicale Lui e Lei delle Betulle, in quel paesino in provincia di Cremona, quella con dei bei premi, e zac cosa mi capita? La Carla, la mia socia, non si fa mica venire l’influenza? Sono a terra, non hai qualche brava puntista da darmi?” L’Ermete negò recisamente di conoscere femmine che sapessero giocare alle bocce. Fu così che l’Ersilia raccolse un frammento di coraggio e: “Potrei venire io, me la cavo un pochino”, abbozzò.

Incredulità da parte di entrambi, ma l’Egidio al limite della disperazione, la prese per un braccio e la trascinò sul campetto: “Fammi vedere cosa sai fare” disse imperiosamente.

Ersilia prese una boccia e la lanciò verso il pallino: boccia a bersaglio. Una seconda: stessa sorte, e così per le successive, lasciando esterrefatti sia l’Ermete che l’Egidio.

Accadde che andarono in quel paesino in provincia di Cremona e vinsero sbaragliando ogni coppia avversaria. Fu solo l’inizio. Ersilia venne tesserata e cominciò a giocare – e a vincere – con regolarità, riuscendo finalmente a conquistare un po’ di stima dal suo burbero padre.

“Ciao Mauro, ci vediamo il prossimo anno”! “Ciao ragazzi, se ci sono ancora …”!

Mauro Berghi se n’è andato, ci ha lasciati troppo in fretta per colpa di chi in questo periodo, subdolo meschino vigliacco, ha deciso di sottrarlo all’affetto dei suoi cari, agli amici e ai suoi amati ragazzi.

Abbiamo conosciuto Mauro tantissimi anni fa. All’inizio degli anni 2000, in quel di Brenta, in occasione della tradizionale giornata sui campi di bocce con i ragazzi dell’ A.S.A.D. di Biella.

I “suoi ragazzi”, quelli che amava tantissimo e a cui dedicava tutto se stesso.

E dal quel lontano anno 2000, ogni fine agosto, puntualmente, ci siamo sempre ritrovati per trascorrere insieme una giornata in amicizia e allegria.

Responsabile, accompagnatore e factotum di tutti i “suoi ragazzi” ci raccontava quello che avevano fatto insieme nell’anno trascorso. Le sue parole erano solo per loro: attività feste vacanze sport campionati famiglia viaggi. Un bellissimo tsunami che ti faceva capire cosa si celava in quell’uomo che avevi di fronte.      

Il suo sguardo, dolce e profondo, infine ti diceva che era un uomo buono con un cuore immenso.

E alla fine di ogni giornata il nostro saluto era sempre lo stesso: un sorriso, un abbraccio e quelle due frasi che oggi riecheggiano nella nostra mente e ci sembrano così surreali.  

Ora che Mauro è volato lassù il nostro pensiero va alla sua famiglia e ai “suoi ragazzi”. Siamo vicini al loro immenso dolore e con noi ci sono anche la La Pro Loco di Brenta del Presidente Gianni Ratti e il Vharese Onlus tramite la responsabile Dr.ssa Anna Sculli con tutto il consiglio, in particolare i membri del settore bocce che lo hanno conosciuto personalmente

“Ciao Mauro, ci vediamo il prossimo anno”… certo, perché tu sarai sempre lì con noi!

“Ciao ragazzi, se ci sono ancora …”… certo, perché tu sarai sempre nei nostri cuori!

Nessun uomo se ne va per davvero fino a quando resta nel cuore di chi gli ha voluto bene.   

                             I tuoi amici dei Beigiurnà

BeiGiurna vs Virtus (MI): 3-5

Una bella giornata di sport oggi a Cuvio con gli “amici” della Virtus di Milano per il campionato di 3° categoria

Peccato per il risultato che ci penalizza per 5-3.

Ma il sogno puo’ e deve continuare fra 2 settimane a Cassina De Pecchi…

Macchi: campione provinciale di B

Grande affermazione di Claudio Macchi nel campionato provinciale di categoria B. Bissa il successo di un mese fa’ a Monvalle.E adesso tutti a Bergamo per i campionati regionali!

Colpita dalla legge di Murphy la rinascita di Modena

I bergamaschi della Familiare Tagliuno oltre ogni previsione hanno sconfitto i favoritissimi emiliani per 5-3.

Nel primo girone del campionato di serie A2 per Possaccio non esistevano molte speranze di poter matematicamente superare la Rinascita di Modena, dopo la sconfitta della scorsa settimana, essendo alle spalle, seppure di un solo punto, e non avendo più a disposizione lo scontro diretto che avrebbe potuto consentire il sorpasso. Il destino era nelle mani degli emiliani, che stavano assaporando l’ebbrezza della vetta e, vincendo i tre incontri non proibitivi che li aspettavano, avrebbero quanto meno condiviso il primato con S. Angelo Montegrillo. Non sapevano, gli incauti, che la legge di Murphy – parafrasando: se qualcosa può andare male, ciò prima o poi accadrà – era in agguato con un perfido ghigno sulle labbra. Non sapevano che i bergamaschi della Familiare Tagliuno avevano deciso di chiudere la stagione degli sconti e non avevano alcuna intenzione d’immedesimarsi nel ruolo della vittima predestinata, così, oltre ogni previsione, non solo non hanno perso, ma addirittura hanno sconfitto i favoritissimi per 5-3.

Tonfo clamoroso e di nuovo Possaccio si è ritrovata arbitra del proprio destino. Vincendo entrambe le gare che la attendono – l’8 febbraio in trasferta contro i ternani dell’Impresa Edile Piccirillo e il 29 febbraio in casa lo scontro diretto con i perugini – il primato sarebbe messo in cassaforte. Mentre i modenesi erano intenti a scavarsi con puntiglio la loro fossa, i verbanesi assetati di vendetta, dopo l’inopinata sconfitta dell’andata, procedevano ad annichilire gli abruzzesi de L’Aquila, inanellando una serie spietata di vittorie. Primo tempo chiuso sul 4-0 e pratica archiviata al quinto incontro col perentorio successo di Chiappella/Toruani per 8-0.ADVERTISING

Spettacolo nello spettacolo l’esibizione del Max nazionale. Boccia del punto al volo: colpita, boccia del punto al volo: colpita. Altra giocata, due punti a terra con il pallino sul fondo, ultima boccia nella mani di Chiappella, terzo punto scontato? No, boccia di Turuani a metà campo, coperta dalle bocce avversarie, boccia al volo – ma cosa sta facendo? Mormorano fuori -: colpita e i punti diventano quattro.

Nel campionato di Serie A, nel primo girone, per la milanese Caccialanza è ormai intonata la Messa di Requiem di Mozart, non incompiuta per la scomparsa dell’autore prima della ultimazione, ma praticamente completata. Mancano due giornate al termine e la distanza dalla compagine terza classificata – Cvm Moving System – è ancora di tre punti, ma i riminesi devono ricuperare l’incontro casalingo con Cagliari, avversario certamente non irresistibile. Se vinceranno la distanza si amplierà a sei punti e pensare di chiudere il gap rappresenterebbe per i milanesi un puro esercizio di fantascienza.

PILLOLE DI BOCCE
Sabato 25 gennaio – Campionato Italiano Serie A2 – Dodicesima giornata
Possaccio (VCO) – L’Aquila 7-1 (57-23)
Classifica – S.Angelo Montegrillo 28, Possaccio 27, Rinascita 25
Venerdì 24 gennaio . Vergiate – Campioni provinciali terne:
Categoria A – Basini/Dall’Oco/Marchese – Ternatese
Categoria B – Bolzani/Monti/Toscani – Basso Verbano
Categoria C – Baraldi/Casartelli/Giudici – Beigiurnà
– Femminile individuale:
Categoria A – Guzzetti Barbara – F.lli d’Italia
Categoria B – Secco Luisella – F.lli d’Italia
Categoria C – Politi Sara – Renese
– Disabili:
Tenconi Antonio – Casciago
Giovedì 30 gennaio – Gorla Maggiore – Finali Campionati Provinciali coppia A e B.
Individuale C.

Venerdì 31 gennaio – San Cassano – Finali Campionati Provinciali individuale A e B.
Coppia C. Disabili coppia.

Campioni provinciali

Baraldi, Casartelli e Giudici si aggiudicano i campionati provinciali di Varese nella specialita’ terna di categoria C. Ottimo risultato della formzione dei Beigiurna che in finale battono la bocciofila Renese.

CAMPIONATO: BEIGIURNA’ CALA IL POKER!

Con la quarta vittoria consecutiva si aggiudica il passaggio del turno nel campionato di Terza Categoria con una giornata d’anticipo.

Formazione vincente a Borgomanero

E’ fatta, con il successo di sabato (2-6) nell’ultima insidiosa trasferta in quel  di Borgomanero, la formazione guidata dal CT Bellorini (Baraldi, Buffon, Casartelli, De Toni, Giudici, Massa e Zosi) e accompagnata dal dirigente Baraldi si regala la qualificazione al turno successivo che la vedrà impegnata nel mese prossimo contro una bocciofila del Comitato di Milano.

La vittoria non è stata semplice, come potrebbe indurre a pensare  leggendo solo il risultato, in quanto tutti i set sono stati combattuti punto a punto. Fondamentale per il successo sono state le ottime prestazioni fornite da De Toni (terna e coppia) e soprattutto da un impeccabile Zosi (individuale e coppia) che vincendo tutti i loro incontri hanno portato i punti decisivi a chiudere i parziali con un duplice 1-3.

Un plauso anche agli amici della Bocciofila di Borgomanero guidati dal CT Gattoni che, con gli intramontabili Righetti e Medina ultimi ad arrendersi, hanno contrastato fino alla fine la formazione ospite.

Quindi, per i Beigiurnà, il campionato continua e questo è di grande soddisfazione per tutta la società. Le buone individualità e la solidità del gruppo fin qui dimostrate in questo girone sono di buon auspicio per il proseguo del cammino. Ora inizia la fase ad eliminazione diretta e questo tipo di incontri, si sa, non lascia spazio a nessun tipo di debacle. Allo stesso modo siamo anche certi che la squadra del Presidente Giudici saprà giocarsela contro qualsiasi avversario.

Bocce, Possaccio lascia la vetta dopo la sconfitta: ora è terza

Tutti i risultati del weekend dopo le partite giocate nel panorama nazionale. Ecco le classifiche e i primi verdetti nelle categorie minori

(articolo di Roberto Bramani Araldi) Varo, Varo rendimi le mie legioni! Non siamo ai tempi dell’imperatore Augusto dopo la sconfitta nella foresta di Teutoburgo, sicuramente Modena, o meglio Budrione, non è la Germania, ma la sconfitta di Possaccio sui campi della Rinascita ha determinato per i verbanesi una situazione complicata tale da rendere il primato del girone più impegnativo della scalata del Gavia al Giro d’Italia ciclistico.

Da primi in classifica ora si ritrovano terzi, scavalcati non solo dalla Rinascita, ma anche da S. Angelo Montegrillo e seppure ci sia ancora lo scontro diretto in terra piemontese con gli umbri, che permetterebbe di scavalcarli in caso di vittoria, l’impresa con la Rinascita si dimostra più complessa, considerato il suo calendario decisamente più agevole, essendo in programma nelle ultime tre giornate incontri con l’ultima in graduatoria e con altre due compagini di centro classifica.

Comunque “nulla è perduto fuorché l’onore”, come mestamente disse il re di Francia Francesco I dopo la sconfitta di Pavia: ci sono ancora nove punti a disposizione e ciò che sembra improbabile oggi potrebbe, invece, essere conseguito alla quindicesima giornata.

Nel campionato di Serie A, nel primo girone, la milanese Caccialanza cerca di risalire una classifica molto difficile – le sconfitte delle prime giornate pesano parecchio – travolgendo per 7-1 in trasferta Cagliari, tuttavia l’agguantare i play-off non sarà affatto semplice, stante il quarto posto occupato. Sabato avrà la capolista come avversaria, ma anche vincendo si avvicinerebbe a tre punti: la corsa deve essere fatta sulle inseguitrici, sperando in qualche loro passo falso.

Nei campionati di promozione cominciano ad essere formulati i primi verdetti: in prima categoria la F.lli d’Italia vince ancora con il Basso Verbano e conferma il primato del girone, in seconda categoria le speranze della Renese si sono ridotte al fantomatico lumicino dopo il pareggio col Ponte Lambro, mentre nella terza categoria la Beigiurnà trionfa a Borgomanero nello scontro diretto. Squilli di tromba e rullar di tamburi per il presidente Mauro Giudici che, oltre ad essere un implacabile bocciatore, si sta certamente godendo con questo successo un meritato riposo idoneo a preparare la fase successiva contro la vincente del secondo girone.

Infine nel settore femminile la F.lli d’Italia si conferma in testa: si giocherà il primato in casa della Caccialanza nell’ultima giornata avendo a disposizione due risultati su tre.

PILLOLE DI BOCCE
– Sabato 18 gennaio – Campionato Italiano Serie A2 – Undicesima giornata: Rinascita (MO) – Possaccio (VCO) 5-3 (53-45)
Classifica – Rinascita e S.Angelo Montegrillo 25, Possaccio 24.
– Sabato 18 gennaio – Campionati di Società quinta giornata – Prima Categoria: F.lli d’Italia – Basso Verbano 5-3 (F.lli d’Italia qualificata per la fase successiva). Seconda Categoria: Ponte Lambro – Renese 4-4. Terza Categoria: La Bocciofila Borgomanero – Beigiurnà 2-6 (Beigiurnà qualificata per la fase successiva). Femminile: F.lli d’Italia – Sanpietrino Paullo 5-3 (F.lli d’Italia al comando, si decide all’ultima giornata con l’incontro a Milano con la Caccialanza)
– Venerdì 24 gennaio – Vergiate – Finali terne A,B,C dei Campionati Provinciali, finale individuale femminile.

Beigiurna’ vs Bederese: 8-0

Risultato positivo contro gli amici della Bederese. Un perentorio 8-0 giustificato da alcune assenze importanti nei ranghi della formzaione del presidente Bramani.

E adesso andiamo Sabato prossima (18/1) a Borgomanero in una trasferta difficilissima.