Bocce: a Brezzo di Bedero quadrangolare a squadre

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Domenica 10 settembre i campi della Bederese si sono proposti per l’impegno agonistico con la partecipazione, oltre alla compagine locale, delle squadre della Crevese, della Monvallese e della Renese con la formula ormai consueta della competizione a inseguimento

Anche quest’anno presso la Bocciofila Bederese, agli albori del mese di settembre, è andato in scena l’incontro amichevole a squadre, in ricordo di Franco Minetti, l’indimenticato e indimenticabile segretario della Società. Il settembre lacustre è sovente il mese più ammaliante del calendario annuale, allorché si lascia trascinare da cieli sereni e temperature più miti, ora che l’estate sta tramontando in attesa di spalancare gli androni del palazzo autunnale. Le sue trasparenze che donano scorci inusuali alla distesa delle acque, unite alle brezze che giocano a far stormire le fronde, quasi a lasciar intonare melodie arboree atte a completare il dipinto sapientemente offerto, costituiscono una malia quasi irripetibile nello snodare del tempo. E quest’anno è così. Domenica 10 settembre i campi della Bederese si sono proposti per l’impegno agonistico con la partecipazione, oltre alla compagine locale, delle squadre della Crevese, della Monvallese e della Renese con la formula ormai consueta della competizione a inseguimento.

Una breve spiegazione del sistema. Ogni incontro si disputa con tre set agli otto punti: parte l’individuale, segue la coppia che naturalmente inizia dagli otto punti conseguiti al primo set fino a che una delle due arriva a 16, infine la terna conclude la partita al conseguimento del ventiquattresimo punto. Girone all’italiana nel quale la vittoria arride alla compagine che ottiene più successi parziali o, in caso di parità, la somma più alta di punti nei tre incontri. E come per l’edizione 2022 – aveva prevalso la Renese -, la conclusione è stata determinata dalla somma dei punti, poiché la Bederese, che aveva prevalso, seppur di poco, con Monvallese e Renese, ha trovato il modo di farsi sconfiggere nell’ultimo incontro dalla Crevese, ormai impossibilitata a prevalere per aver subito due sconfitte e quindi relegata all’irrimediabile quarto posto. Buon per i locali che, avendo prevalso sulla Renese per 24-16, pur con un finale delle terne da non suggerire a persone con problemi cardiaci – l’inizio delle terne vedeva Bedero in vantaggio per 16-2, ma riusciva a farsi rimontare fino a 19-16 prima dello sprint finale – permetteva loro di mantenere un esiguo vantaggio di due punti complessivi tali da permettere di prevalere per il classico “rotto della cuffia”.

Comunque la manifestazione ha espresso due significati fondamentali che si fondono in un unico obiettivo. Innanzi tutto il vivido ricordo di Franchino che è stato sottolineato con fervore sia dal sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, apprezzato per la sua assidua presenza agli eventi del Comune, sia da Ermes Colombaroli, sindaco della limitrofa Porto Valtravaglia, oltre che dal Delegato e consigliere regionale FIB Guido Bianchi, senza dimenticare l’ex consigliere regionale FIB e presidente del Comitato di Varese 2 Gianpiero Martinoli, altrettanto attento a non far mancare il suo supporto alle iniziative boccistiche locali. In seconda istanza l’aspetto conviviale, nell’interpretazione più letterale, dal latino convivium, vivere insieme. Dante Alighieri nel suo Convivio, seppure interpretandolo come banchetto di scienza, usa questo titolo emblematico, Ludovico Ariosto nel suo assedio a Parigi cita “le dolci reliquie dei convivi”, quasi a porre l’accento sul senso culturale del cibo, dove il mangiare in compagnia serve a soddisfare nell’uomo il suo costante desiderio di socializzazione. Ebbene nel quadrangolare di domenica uno dei momenti forse più rilevanti è stato la pausa pranzo presso l’Agriturismo La Betulla, dove le quattro compagini, che abbracciano una larga fetta della sponda lombarda del Lago Maggiore, da Monvalle a Luino, si sono fuse mischiandosi fra loro, lasciandosi condurre per mano fra i meandri del gusto, seppure limitati per la ripresa pomeridiana delle ostilità, dalla gentile e leggiadra Jessica, in una piacevole e armonica atmosfera decisamente irrinunciabile. E’ il famoso terzo tempo, immortalato dallo sport del rugby, ma scoperto da secoli dal mondo delle bocce.
(Roberto Bramani Araldi)

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