Bocce, a Cuvio va in scena l’innovazione

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Nella gara regionale del weekend formule nuove e finale a sorpresa con lo scontro fra la coppia della Cuviese e della Monte Nudo. Il racconto di Roberto Bramani Araldi

La gara regionale di Cuvio, ottimamente organizzata dal vulcanico presidente Alessio Bossi e dallo sponsor Costa, che ha visto una sorprendente presenza di un foltissimo pubblico, è stata di certo inconsueta, innovativa, anche se forse non in assoluto, ma lo schema ha avuto un incontestabile successo.

Il far giocare in coppia giocatori di categoria A con giocatori di categoria C ha determinato non solo interesse, ma anche una consistente presenza di campioni che si è soliti osservare in manifestazioni a loro dedicate, tipo le gare nazionali.

Innovazione quindi, nella ricerca di nuove formule che posseggano la capacità di coinvolgere, in omaggio al medesimo significato del termine che presuppone revisioni radicali o comunque nuove soluzioni.

Se c’è un elemento di cui abbisogna il mondo delle bocce è proprio una sterzata verso sistemi diversi dalle competizioni tradizionali privilegiando, per esempio, i campionati a squadre di promozione che devono essere incentivati attraverso una pesante riduzione dei costi, come l’azzeramento delle quote d’iscrizione sostituite da una cauzione da restituire una volta assicurata la partecipazione, e l’erogazione di contributi che possano incoraggiare le adesioni; le Società devono, soprattutto ora con l’incremento dei costi energetici, combattere con bilanci ridotti all’osso, non sono opulente e raramente possono sostenere gli sforzi economici che le trasferte impongono.

L’innovazione, seppure non possa essere considerata tale in assoluto, ha coinvolto anche le eliminatorie, disputate a terzine, la qual cosa consente ai partecipanti di giocare due partite e ciò permette maggiori equilibri oltre, naturalmente, alcuni impensabili ricuperi.

Da tutto questo si può evincere la ragione del successo e dell’affollamento.

La gara, dunque. La potente flotta del naviglio da battaglia di Cuvio si trova a coprire il 50% delle coppie finaliste, purtroppo per loro concentrate nella parte alta del tabellone, perciò inevitabile il setacciamento determinato da scontri fra esponenti della medesima Società, da cui emergono abbastanza nettamente Biancotto e Rossanigo, mentre nella parte bassa il favoritissimo Turuani, uno dei migliori puntisti italiani se non il migliore in assoluto, deve arrendersi agli stupefacenti Baraldi/Giudici del Monte Nudo che non solo si erano permessi di “mandare a casa” il caimano Varè – con Marchiorato – feroce accaparratore di vittorie, ma avevano completato l’opera sconfiggendo addirittura i citati Buffon/Turuani.

Stupefacenti in assoluto, perché il duo è formato da giocatori di categoria C che in teoria dovevano essere predestinati a essere fagocitati dai portentosi campioni che razzolavano sugli splendidi campi della Cuviese.

Ma non si creda che il duo della presidente Castiglioni si voglia accontentare: nella finalissima sono loro ad apparire come i più forti. Baraldi accosta con continuità millimetrica, costringendo Biancotto a sbagliare addirittura due bocciate consecutive – cosa mia vista!-, mentre Giudici indossa i panni del medesimo e non sbaglia un colpo. Così si trovano in vantaggio per 9-1 e nessuno a quel punto sarebbe stato disposto a giocarsi neppure cinque centesimi di euro sulla vittoria dei beniamini locali.

Tuttavia anche i meno smaliziati fra i presenti poteva ignorare quanto sia instabile lo svolgimento di una competizione sportiva e quanto sia sconsigliabile emettere verdetti definitivi, come diceva il mitico Trap “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, così Giudici si mette a colpire l’aria con i suoi tiri prima infallibili, Baraldi sbanda come un’auto con le gomme lisce sul ghiaccio e in un attimo il Biancotto riesce a ricordarsi di fare il Biancotto, colpisce un pallino incredibile, non commette più errori e l’incontro si conclude con l’impensabile rimonta sul 12-10.

“Cosa vuoi”, dice il Mauro Giudici, “mi è venuto il braccino, forse il pensiero che dopo aver battuto fior di campioni stavamo sconfiggendone un altro, quindi è subentrata la paura di vincere, forse… Va bene così, abbiamo dimostrato di saper giocare a un buon livello. Andrà meglio una prossima volta”.

Beata filosofia del vero sportivo. Sorride alla premiazione, ma sorride davvero non fa nessuno sforzo per improvvisare un volto di circostanza: afferra la sua borsa nella quale ha immesso i suoi irrinunciabili strumenti e se ne va, ne siamo certi, molto sereno, senza rimpianti.

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