Walter Barilani sbaraglia il campo di bocce nel memorial Antonio Pardo

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A Creva di Luino una sfida entusiasmante alla presenza della famiglia Pardo

Lo schieramento è davvero imponente: le divise rosse della Crevese sono largamente predominanti sul lotto degli otto finalisti: quattro, il 50%, con il Delli Gatti presidente, il Maletta, i fratelli Fernando e Mario Tartaglia, quindi nulla è stato lasciato al caso per conseguire il successo nel primo Memorial Antonio Pardo.
Del resto non eravamo nel giorno della ricorrenza dell’armistizio di Villa Giusti – avvenuto, è vero, il 3 novembre, ma festeggiato il giorno successivo – che sanciva la fine della Prima Guerra Mondiale o, come venne chiamata in seguito da alcuni, della Quarta Guerra d’Indipendenza? E la ricorrenza, nel 1922, non venne chiamata Anniversario della Vittoria, salvo il ripristino nel 1949 dell’originale denominazione di Giorno dell’Unità nazionale e delle Forze Armate?
Perciò giorno della vittoria doveva essere per la Crevese, le camicie rosse facevano ricordare altre camicie, le garibaldine, e Garibaldi aveva o no vinto la prima battaglia sul suolo italico proprio a Luino? Ma evitiamo confusioni.

Qualcuno, ricordando il 1918, faceva menzione di un certo generale Armando Diaz che aveva annientato le truppe austriache in quel di Vittorio Veneto e presente sul suolo di Creva non c’era forse un altro famoso generale, il plurivittorioso Walter Barilani? «È accerchiato, i nostri campi sono un trabocchetto per chiunque non li conosca a fondo, ci cascherà anche lui» affermano nei dintorni con sicumera.ADPurificatore Daikin, elimina batteri, allergeni e virus. Provalo per un’aria sicura, sempre.Daikin.itRaccomandato da

Walter, sornione, calmo e pacato, sorridente quasi, si appresta al primo scontro con il Mario Tartaglia e in effetti le cose non è che scorrano via placidamente come acqua di fiume ormai giunta in pianura il cui corso si perde in dolci anse in attesa di riversarsi in mare, tutt’altro. Il Mario arriva a otto punti, poi noblesse oblige e il Walter se ne va a vincere il suo quarto di finale e a mettere alla cintura il primo scalpo. È consacrato che permettere la conoscenza significa trovarsi di fronte un antagonista sempre più agguerrito: questo accade in qualsiasi confronto dialettico, figurarsi se si tratta di competizioni sportive. In semifinale Barilani si trova di fronte il fratello Tartaglia, il Fernando, che dopo essere stato spietato e senza alcun rispetto per il suo presidente, anela vendicare l’onore famigliare e quello della bocciofila. Duella con fermezza, si trova addirittura in vantaggio per 6-5, poi il generale decide di andarsene e, complice qualche errore di troppo dell’alfiere locale, conclude con un convincente 12-7: secondo scalpo.https://236c6e5de8b848033742363b84cce512.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

Bocce varie

Ormai delle falangi rosse è rimasto il solo Maletta che, dopo aver sbaragliato in semifinale, con una serie impressionante di accostate millimetriche il Todeschini della limitrofa Bederese, si appresta a combattere niente affatto convinto di precipitare nella rete del Cuviese, sempre più sicuro di aver scovato e chiarito tutti gli enigmi degli insidiosi campi crevesi. E così puntualmente accade. Il Maletta accosta sempre con precisione ma il Barilani, con una serie di bocciate al volo impressionante per precisione e continuità, elimina le bocce avversarie con indifferenza e, appena l’ultimo delle camicie rosse commette anche un minimo errore, sale in cattedra a sciorinare il suo immenso sapere. Finisce come doveva finire, anche se alla Crevese speravano in ben altro epilogo: Barilani trionfa per 12-2 e si appende con distacco alla sua consueta cintura anche il terzo scalpo. Conclude la premiazione, commovente per la partecipazione della famiglia Pardo, che ricorda con semplicità, ma con un affetto percepibile a ogni parola pronunciata, la figura dello scomparso Antonio, che ha voluto precedere tutti da molto poco, lasciando una traccia indelebile in chi ebbe la fortuna di conoscerlo.

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