Bocce, a Cuvio imperversano ancora i piemontesi

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In campo ancora Osvaldo Bolloli, l’intrepido ultra novantenne che si era già distinto la scorsa settimana

Avvicinarsi domenica 18, dopo le 14, al bocciodromo di Cuvio, una volta abbandonata la strada provinciale Valcuvia, sembra di trasferirvi le immagini che si propongono nei torridi pomeriggi del sud della Sardegna, a Sant’Anna Arresi, per esempio, deserta, in alcuni casi spazzata dal vento che trascina alcuni involti di sterpi, comunque caratterizzata dalle vampe di calore che salgono in lente volute dal terreno ad assalire gli sventurati che osano avventurarsi. L’atmosfera all’interno non poteva promettere nulla di diverso, i due campi, stretti dalle vicine pareti che li delimitano, subiscono la medesima sorte dell’esterno, anche senza l’implacabile azione dei dardi solari, se possibile l’aria è anche più greve per l’assenza di qualsiasi ventilazione e la presenza del pubblico. Ci si attenderebbe un agonismo sopito da temperatura e umidità: non è così, i sopravvissuti dalle eliminatorie del mattino svolte sui diversi impianti limitrofi, oltre che nella sede locale, si battono con ardore, soprattutto gli idoli locali Bossi e Scurati, che tentano disperatamente di arginare la consueta – di questi tempi – invasione dei piemontesi, che varcano Lago Maggiore o Ticino bellicosi e inesorabili, con l’intento affatto celato di compiere spietate razzie. Infatti giungono alle semifinali tre compagini della confinante regione, due della agguerrita verbanese Possaccio e una della bavenese Bolongaro.
I cuviesi non ci stanno a farsi stritolare, sui propri campi poi, e in semifinale eliminano con determinazione una coppia inedita, ma non per questo meno temibile, costituita dal collaudato campione Andreani e dalla giovane e già onusta di glorie Natalia Combi. Chi li aspetta in finale? Naturalmente Massimiliano Chiappella e Roberto Turuani. Del primo si diceva che “EL VINC SEMPER LU” mentre il Turuani che non vuole lasciare al suo compagno di avventure il privilegio esclusivo di questa denominazione, visto il fresco successo nella gara di Brenta di appena nove giorni fa, si allinea deciso a mostrare che la coppia non può essere scalfita. Mai dare nulla per scontato nel mondo delle bocce: quella che poteva apparire come una tranquilla passeggiata per i due campioni si dimostra da subito un viottolo costellato di sassi appuntiti con insidie a ogni passo. Bossi non sbaglia una raffa, anzi spesso riesce a stampare le bocce avversarie e Scurati si dimostra degno compagno ponendo sovente le sue in posizioni difficili da contrastare. Così le due coppie procedono affiancate, un punto a me, un punto a te, fino al sette pari, quando un Turuani, davvero mostruoso per precisione, commette il primo – e sarà l’unico – errore della sua immensa partita e i cuviesi passano in testa 8-7.
In quel momento si arresta la loro corsa, i due possaccesi memori del detto “Mèj un poresìn in man che una pola a l’ària” non rischiano nulla, raccolgono, senza alcun ripensamento, un punticino qua un paio là e, approfittando dei piccoli cali degli avversari, si aggiudicano l’incontro. Ma quanta fatica e che contesa!
Domenica 18 luglio, mattino, campi di Bedero. Poteva essere apoteosi, è stata solo elegiaca l’ulteriore discesa in campo di Osvaldo Bolloli, l’intrepido ultra novantenne che si era già distinto la scorsa settimana. In coppia con Fabrizio Cozzi duella impavido nella eliminatoria destinata a Bedero, ma invano: i truci Colli e Maletta della Crevese colpiscono spietati e, seppure con onore, è costretto a cedere per 12-8. Non ha vinto, è vero, ma ha scritto una pagina che da queste parti sarà difficile dimenticare.

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