Brezzo di Bedero non riesce a dimenticare

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In tanti hanno reso omaggio a Remo Passera intervenendo al memorial a lui dedicato. Il riconoscimento sentito a una persona che ha dato tanto alla comunità

Un giorno saturo di piogge, con l’umidità che non cerca di essere discreta, ma perfora giacconi, abiti, qualunque cosa si voglia indossare per difendersi, e si acquatta, perfida, fra gli arti, decisamente compiaciuta di perseguitare gli impavidi, che invece di restare accoccolati accanto alle braci del camino osano sfidare le intemperie per avventurarsi sui campi di bocce di Brezzo di Bedero, finalmente riscaldati, per ospitare le fasi finali del Memorial Remo Passera.

Ma dai Remo che ci facciamo ugualmente quattro passi, siamo alla terza ricorrenza, ma che importa sia passato del tempo, sembrano trascorsi solo pochi giorni, da quando con la tua mole massiccia, incombente e accattivante, discorrevamo così, senza contare le parole, senza accorgersi dei secondi, dei minuti, delle ore, anche.

Di che cosa parlavamo? Di tutto e di nulla, era semplicemente l’amicizia che da  astratta diventava concreta nella serenità del calore che accumuna le persone, superando le minutaglie che sovente avvelenano il pacifico scorrere dell’esistenza, perdendo il senso di quel meraviglioso dono che tu conoscevi tanto bene. Il dono di vivere.

Ancora una volta la gente è qui per te a ricordare il tuo passato: posso ripetermi? Lo sai che mi fa piacere snocciolare i tuoi trascorsi: partigiano all’età di quattordici anni, un lungo percorso di lavoro, alpino convinto e anima della sezione di Brezzo di Bedero, presidente della locale Pro Loco per decenni, presidente dell’Anpi di Luino della cui sezione eri l’immagine dirompente e, infine le bocce da consigliere di quella Bederese che non può dimenticare, che non vuole dimenticare. E non voglio adularti, ma sono qui per te. Dalla presidente provinciale dell’Anpi di Varese, Ester De Tomasi, al presidente dell’Anpi di Luino, professor Emilio Rossi, allo scrittore e consigliere Anpi Carlo Banfi, al sindaco di Brezzo di Bedero Maria Grazia Campagnani, al vice sindaco di Brezzo di Bedero Giuliano Targa, al sindaco di Porto Valtravaglia Ermes Colombaroli, all’assessore del comune di Castelveccana Federica Gambato, all’ex presidente della Comunità Montana Valli del Verbano Giorgio Piccolo, all’ex consigliere regionale FIB Gianpiero Martinoli, all’ex sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, e i tanti altri, amici, profondamente amici.

E poi la tua Elda che prosegue a rendere vivida la tua figura, in un passaggio di ricordo che passa da Emilio Rossi al sindaco Campagnani, in un’ideale staffetta della memoria.

E la gara come poteva scostarsi da questa atmosfera? Sembrava che gli attori facessero giocate appositamente perfette per prolungare il più possibile la competizione, per mantenere viva la serata, che infatti – lo hai ben visto – si è conclusa alle due di notte!

Per la categoria B ha trionfato l’idolo locale Massimo Moschini su un impavido Franco Rossi della Crevese mentre per la categoria C ha prevalso Walter Facchinetti di San Cassano su un altro alfiere della Crevese, Claudio Colli, con la consueta ottima direzione arbitrale di Domenico Gatta.

Piove a dirotto, adesso, se ne sono andati tutti, chi in fretta, chi più piano, forse spiaciuto che tutto sia terminato, chi senza ombrello, ostinatamente chiuso per lasciarsi pervadere dalle fitte gocce che incollano i capelli al capo e scendono leggere sulle guance e più giù sino a ricadere sul terreno al quale erano destinate ed è bello ricordarti così, sentire che Brezzo di Bedero non può dimenticare, che Brezzo di Bedero vuole ricordare.

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