Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio per 3-1 la squadra di Verbania fa suoi i set nella seconda frazione. Bella cornice di pubblico, anche dall’alto Varesotto

(articolo di Roberto Bramani Araldi) L’esortazione è stata raccolta. Gli appassionati di bocce varesini hanno approntato gli strumenti più idonei per l’invasione di Verbania, località Possaccio: auto ed entusiasmo, soprattutto.

La perigliosa trasferta è affrontata con spirito indomito, bisogna accaparrarsi un posto sul traghetto e affrontare la traversato del lago più incantevole si possa immaginare, che, consapevole della sua ulteriore importanza, si è abbigliato con abiti sfarzosi. Fa a gara col cielo per dimostrare di possedere un azzurro più intenso, ma si compiace anche di fare da specchio per i monti più arditi, arricchiti da cime irrorate dalla fresca e candida ultima neve notturna: vuole apparire particolarmente bello e ci riesce, quasi con noncuranza.

Il plotone varesino, comandato baldanzosamente dal presidente dei Beigiurnà Mauro Giudici, con le sue truppe scelte, arruola uno sparuto contingente bederese e approda in terra piemontese per sostenere calorosamente gli alfieri di Possaccio, che mostrano occhi di tigre, bramosi di azzannare, sportivamente, è ovvio, gli agguerriti modenesi, forti dei loro conclamati campioni.

Un pubblico vertiginoso sulle tribune dello splendido impianto, caloroso e corretto, assiste impaziente alle fasi preliminari, poi finalmente il via con la doppia individuale e la terna.

Paone di Possaccio guarda con sufficienza Scicchitano della Rinascita: “Ma chi è costui?”, sembra si chieda, non per fare il verso a Don Abbondio nei confronti di Carneade, bensì perché punto dopo punto gli infligge un clamoroso “cappotto” di 8-0! “Uffa – sbuffa – ma adesso devo fare anche la seconda partita con questo qui?”. Questo qui, giocatore di A di alto livello, appollaiato ai primi posti della classifica stagionale, è un generoso, ha appena ricevuto in dono un indumento prezioso per l’incombente inverno e vuole ricambiare, affettuosamente di sicuro, ma ricambiare. Così accade e nella seconda partita il medesimo risultato di 8-0 è restituito a Paone: quindi Possaccio e Rinascita si ritrovano 1-1.

Sull’altro campo le cose non vanno molto bene per i locali, Campisi sbaglia una bocciata dietro l’altra e a Paleari / Antonini / Santoru non sembra vero di rifilare un perentorio 8-4 a Campisi / Chiappella / Signorini R.

Né le cose vanno meglio con l’ultima individuale, Paleari travolge Chiappella e si va al riposo con la Rinascita in vantaggio per 3-1. Tutto deciso, allora? Il lago così benevolo non è riuscito ad influire neppure un poco non appena ci si è addentrati nell’entroterra piemontese?

Un passo indietro. Chiappella aveva dichiarato in una recente intervista che: ”Di certo abbiamo le nostre coppie e il singolarista molto competitivi”. Ipse dixit – Aristotele o i pitagorici, chissà? – e così è stato. L’incontro che sembrava avviato ad una tranquilla vittoria dei modenesi subisce una subitanea sterzata: i verbanesi conquistano un set dopo l’altro sino ad un insperato risultato finale di Possaccio 5 – Rinascita 3.

Un altro tassello importante è aggiunto: ora Possaccio guida da sola la classifica, ancora suscettibile di mille cambiamenti, ma guardare il lago dall’alto è davvero uno spettacolo esaltante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.