La provocazione di Roberto Bramani Araldi: «Perché non andare a sostenere la squadra in cui giocano alcuni emblemi delle bocce locali, primo fra tutti quel Massimiliano Chiappella, lacustre di chiara fama?»

Non è dato sapere se anche per le bocce varesine scoccherà l’ora della fatal Novara che sancì la sconfitta del regno di Sardegna, le cui armate, nel marzo del 1849, dovettero mestamente traversare
il Ticino per rifugiarsi in Piemonte. Sicuramente la scomparsa dell’Alto Verbano ha creato un vuoto per i suoi sostenitori, giustamente orgogliosi della loro compagine, capace di laurearsi Campione d’Italia nel 2016.

Disorientati, senza il consueto appuntamento del sabato pomeriggio alla Bocciofila San Cassano di Induno Olona, poi alla Bocciofila di Daverio, si sono domandati: «Rimarremo orfani del
campionato, della Serie A, dovremo solo assistere alle eventuali imprese della milanese Caccialanza, campione uscente, senza sentirla veramente nostra?»
Si sono chiesti, un po’ spaesati: «Ma dove sono finiti i nostri eroi?»

C’è stata la diaspora, non solo degli ebrei, ma anche dei campioni verbanesi. Andreani ha scelto la Brescia Bocce, Addonizio Como, Barilani la Cuviese – è rimasto in zona, ma senza campionato -, Gusmeroli la Caccialanza e infine Roberto Signorini la Possaccio. E allora, si sono chiesti per l’ennesima volta i tifosi, perché non seguire anche noi le orme dei mostri progenitori – con ben altro spirito, per carità – e non andare a sostenere la squadra di Possaccio, nella quale giocano alcuni emblemi delle bocce locali, primo fra tutti quel Massimiliano Chiappella, lacustre di chiara fama?

A questo punto è sorta spontanea un’altra domanda: «Lo squadrone del presidente Dario Mazzolini e del campionissimo, ora direttore tecnico, Antonio Riva, intraprenderà un percorso travolgente, visti i nomi – oltre ai citati ci sono anche Campisi, Paone e Toruani, tutti grandi interpreti e onusti di trionfi – oppure si limiterà alla disputa di un campionato anonimo?
Massimiliano Chiappella non ha dubbi: «Disputeremo un Campionato di A2 sicuramente di vertice, non solo perché siamo in testa alla classifica dopo tre giornate e abbiamo stravinto gli incontri disputati, ma perché crediamo nelle nostre possibilità, siamo una compagine omogenea, c’è molta armonia tra noi, componente fondamentale per creare le premesse di qualsiasi successo in ogni campo, soprattutto sportivo di squadra».

«Sabato prossimo vi aspetta lo scontro di con la Rinascita di Modena, forte di grandi giocatori, come Paleari e Scicchitano, oltre al monumento sacro Roberto Antonini: pensate di proseguire il cammino di vittorie?»
«Dovrei avere le sfera magica – replica Massimiliano – per dare una risposta coerente; di certo abbiamo le nostre coppie e il singolarista molto competitive, quindi confidiamo in un risultato
positivo, anche perché la promozione in Serie A non sarà affatto semplice: ci sono quattro gironi di A2, e passeranno nella serie superiore solo due delle quattro prime di girone, che comunque
occorrerà vincere. Impresa affatto semplice!».

Abbiamo compreso, per ora traversiamo il lago – o il Ticino – e migriamo verso Verbania per approdare, appena fuori, sui  e dimentichiamo che sia accaduto qualcosa, quasi
un paio di secoli fa, non molto lontano, a un certo Carlo Alberto, soprannominato re tentenna.

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