Arbitri di bocce, è caos

0
145

Dal primo di ottobre gli arbitri sono passati ad una gestione autonoma. Il 12 dicembre a Bologna è stata indetta l’ennesima riunione del settore: sperare è lecito, illudersi è colpevole

Il problema arbitrale nel mondo delle bocce si sta presentando sempre più intricato in ogni angolo della penisola, ma soprattutto a livello di Varese. Occorre ricordare che dal primo di ottobre gli arbitri sono passati ad una gestione autonoma, non più aderente alla Federazione, ma è nata l’AIAB – Associazione Italiana Arbitri di Bocce – che in pratica gravita nell’ampia famiglia dell’AIA, comprendente il settore arbitrale di ogni sport.

Puntuale il 6 ottobre arriva una circolare, nella quale viene pomposamente istituita la figura dell’arbitro di società che deve essere un tesserato della società, dovrà essere segnalato al coordinatore arbitrale di competenza il quale dovrà inserirlo in  un apposito elenco. Gli arbitri di società dovranno utilizzare la divisa societaria con l’aggiunta del distintivo “Arbitro AIAB”. Il medesimo coordinatore dovrà organizzare “eventuali” corsi di aggiornamento.

E qui casca l’asino. Perché eventuali? Indispensabili, irrinunciabili, inevitabili sono, dato che questi fantomatici nuovi arbitri – che non possono essere direttori di gara – sovente, per non dire quasi sempre, mancano di molte conoscenze specifiche delle regole, talvolta davvero complesse, che governano il gioco.

La situazione a Varese, poi, è semplicemente drammaticaOsvaldo Demo, unico arbitro nazionale della provincia, stante l’indeterminatezza della situazione, ha annunciato le proprie dimissioni da coordinatore dal primo gennaio; nel 2019 gli arbitri in servizio saranno solo nove, con un calo del 42% rispetto al 2018, a fronte di un monte gare molto elevato, almeno ottanta competizioni annue, in calo – dobbiamo dire per fortuna – rispetto al tradizionale centinaio, ma pur sempre un numero enorme, senza ignorare i Campionati a squadre e le varie parate che attraversano l’anno agonistico.

L’arbitro Umberto Boscaro si è dichiarato, fin da subito, disponibile a tenere i corsi, ma come? Bisogna fissare le date – per ieri, non per un domani chissà quando fissato -, approntare il materiale  di riferimento – aggiornato, le regole cambiano continuamente -, quante lezioni teoriche e pratiche fare, dove concentrare i candidati e infine indire esami rigorosi per selezionare figure preparate che sappiano conferire alle competizioni un carattere di affidabilità e di certezza d’interpretazione regolamentare. Il ruolo dell’arbitro è ingrato, può naturalmente sbagliare, ma se per l’errore del giocatore esiste la tolleranza, perché fa parte del gioco, l’errore dell’arbitro non viene accettato con la medesima impostazione: è visto come un’ingiustizia e genera aspre contestazioni. Evitiamo, poi, di toccare il tasto dolens dei pagamenti: esigui, ritardati oltre il lecito, fonte di continui mugugni e contestazioni da parte della categoria. Anche nel Comitato regione Lombardia la preoccupazione del Coordinatore Regionale Moreno Gualtieri è altissima, a testimoniare l’incertezza che pervade ogni pertugio delle stanze arbitrali.

Tutto negativo ad oggi. Domani? Il 12 dicembre a Bologna è stata indetta l’ennesima riunione del settore: sperare è lecito, illudersi è colpevole.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.