Domenica 23 settembre, a Brezzo di Bedero, è andata in scena la consueta gara a squadre con la formula innovativa ad inseguimento, che tanto appassiona contendenti e spettatori, causa l’incertezza sul risultato finale che permane sino all’ultima boccia giocata. La Bocciofila Bederese ha lanciato questa variante sul sistema vigente delle competizioni a squadre, che consiste nell’impostare ogni partita su incontri d’individuale, coppia e terna, ciascuno agli otto punti, dove il punteggio non si esaurisce al termine di ogni incontro, ma si somma: vince chi arriva per primo a 24 punti. Si tratta, pur con i necessari adattamenti del sistema, di ciò che viene attuato nelle competizioni a squadre della scherma, dove trionfa chi consegue 45 punti. (nella foto il gruppo di giocatori e amici al termine della manifestazione)

Ma questa volta nulla è consueto. Il 1° Memorial Franco Minetti ricorda una persona speciale, scomparsa da poco tempo, che ha caratterizzato un periodo di decenni delle bocce del VerbanoFranchino, tutti ti chiamavano così, con il tuo passo leggermente strascicato, anche quando giocavi, certo, magro, magrissimo, anzi, spesso un leggero sorriso sul viso rivolto all’interlocutore del  momento, disponibile sempre, capace di smorzare – la tua caratteristica fondamentale – le tensioni, talvolta inutili, nel tuo ruolo di segretario, di direttore sportivo, di punto di riferimento.

Franchino, chissà perché Franchino, forse un appellativo di quando eri piccolo che ti era rimasto appiccicato, forse perché eri sottile, forse per la simpatia che suscitavi, chissà, ma era piacevole chiamarti così, con affetto, quasi fosse il lessico familiare di Natalia Ginzburg a dominare, a farti sentire una componente irrinunciabile della famiglia delle bocce che tu amavi visceralmente.

Ora la tua fotografia campeggia ammiccante accanto al manifesto della gara tanto da far sembrare che tu sia ancora tra noi – senza retorica, ma è questa l’atmosfera che aleggia nel bocciodromo – e il gioco, intenso, impegnato degli atleti delle quattro squadre che si contendono la vittoria, i cozzi delle bocce, i commenti – perché oggi così sussurrati? – sulle giocate ti vedono veramente presente, quasi non ti fossi allontanato mai.

Bocce varie

Nella foto la Bocciofila Crevese, la squadra vincitrice

Ha prevalso la Crevese sulla favoritissima Cuviese, madamigelle non tanto d’onore, ma un poco deluse, Bederese e BeiGiurnà in una giornata che tu non avresti mai voluto di mestizia, bensì di festa, d’unione, di osmosi sociale ed amichevole: le Autorità presenti – il sindaco di Porto Valtravaglia Giacobazzi con il consigliere Colombaroli, l’Assessore diBrezzo di Bedero Giuliano Targa con il Consigliere di minoranza Luca Minelli, il consigliere del Comune di Castelveccana Federica Gambato – l’hanno compreso e così l’hanno celebrato per consegnare a moglie e figlia l’immagine di te uomo colmo di valori e di sensibilità,  presente non solo come immagine nei ritratti che hanno costellato il bocciodromo, ma come ricordo vivo, inalterato da un tempo ancora molto recente, incapace di costruire veli d’oblio intorno.

Ormai tutto si è concluso, vincitori e sconfitti si affollano intorno ai tavoli del rinfresco, sono subentrate le solite discussioni sulla boccia che era lì, è stata colpita come andava colpita, ma è finita là, dove non doveva andare, ma guarda che sfortuna, sarebbe stato sufficiente non avesse urtato l’altra boccia e la partita avrebbe avuto un andamento completamente diverso: «mah, si sa, le bocce vanno dove vogliono, non hanno la testa, non hanno pensieri, non decidono». Avresti detto così, Franchino? Come dicevano i latini sit tibi terra levis, che la terra ti sia lieve, Franchino.

 

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