Le argonaute erano partite con la ferma intenzione di conquistarlo, il vello d’oro, ne avevano la convinzione, coltivata da una profonda dedizione al traguardo, ambito maggiormente poiché si sarebbe trattato dell’ultima possibilità. La nave Argo scalpitava, il porto di Pagase – più o meno la moderna Volos – ospitava i loro desideri, le loro ambizioni, dovevano arrivare in Cochide – l’attuale Georgia – e da lì tentare la conquista dell’ambito taumaturgico manto.

Non si tratta certo del mito di Giasone, né Enzo Boschin, il Direttore Tecnico delle atlete di Varese, si sentiva tale, tuttavia la conquista della Coppa Italia in Sicilia, qualora fosse avvenuta, avrebbe potuto essere assimilata all’impresa degli Argonauti. E allora abbia inizio la rappresentazione!

Il lunghissimo fine settimana di San Vito Lo Capo – Trapani – prende l’avvio sabato mattina quando hanno inizio gli scontri dei quarti di finale per determinare le quattro semifinaliste pomeridiane, che dovranno poi selezionare le due elette per la finalissima di domenica. Varese riceve in sorte Verona, mentre nella medesima parte del tabellone ci sono Cagliari con Reggio Calabria. Le ragazze lombarde decidono di partire con l’acceleratore schiacciato, stile formula uno: Sefora Corti vince entrambe le manches di singolare per il primo 1-0, e la terna di Combi, Secco, Vlad non vuole certo essere da meno, anche qui successo – 2 a 0 -; la semifinale è vicina e viene centrata dalle due coppie – Politi/Scarenzi e Combi/Vlad – che pareggiano, quindi risultato finale cristallizzato sul punteggio della prima tornata di partite. Cagliari batte Reggio Calabria, per cui sono le sarde le avversarie che dovranno contrastare Varese per accedere alla finale. Si parte con la consueta individuale: Sefora non si smentisce e annienta la malcapitata cagliaritana – 1 a 0 -, la terna, pur avendo vinto il primo set, perde il secondo. Tutto è demandato alle coppie, che effettuano con puntiglio il compitino: pareggiano pure loro, finale Varese 1 – Cagliari 0. Varese è in finale! Chi deve incontrare? Ma era previsto, la favorita Bologna, che Boschin avrebbe voluto incontrare subito.

Combi/Vlad lo sanno e sono concentratissime. Vincono il primo set 8-5, e non lasciano scampo alle  avversarie nel secondo 8-1: è pareggio! Varese-Bologna 1-1. Corti/Secco cominciano a sentire i delicati ed inebrianti profumi della vittoria e conquistano la prima manche per 8-6. Devono “ solo” conquistare la seconda, vanno sotto 4-2, lottano ferocemente, passano a condurre 7-6, poi 7 pari; ansia, angoscia, concentrazione ai massimi livelli: si sta decidendo all’ultima “mano” l’intero percorso di una stagione, nella quale le certezze e le speranze si sono intrecciate continuamente a creare il groviglio di sentimenti che caratterizza ogni competizione sportiva dal risultato incerto, non scontato. Purtroppo finisce 7-8, il pareggio 1-1 è sancito e la vittoria sarà determinata dalla sfida “ai pallini” l’equivalente dei rigori, in caso di parità, del calcio, lotteria nella quale l’abilità è sovente condizionata in modo decisivo dalle condizioni psicologiche degli atleti. Ancora parità – 2 a 2 – con i tiri stabili dal regolamento, quindi a oltranza. Vlad colpisce, Bologna sbaglia. Vittoria, Varese conquista il vello d’oro, la Coppa Italia è finalmente sua e la Sicilia/Colchide non è mai apparsa così vicina.

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