Crenna, una piccola collina alle porte di Gallarate, l’antico castello in cima, la Chiesa di San Zenone nei pressi e, fra vie strette e caratteristiche, si scopre la tipica struttura, dissociata dall’architettura delle case circostanti, del bocciodromo. Un piccolo parcheggio antistante il muro laterale, una porta serrata con un vistoso lucchetto, aperto il quale si entra. Tutto è in silenzio, i quattro campi, distesi e ordinati, colpiti di sghembo dalla declinante luce pomeridiana, il bar in penombra con i tavolini allineati dinanzi, i cartelloni pubblicitari disposti ai lati, i soliti, seppure logicamente diversi nelle iscrizioni: la bocciofila di Crenna è lì, è disposta a svelarsi, a chiarire il mistero che la circonda? Sorge spontanea una domanda: perché mistero?

Occorre analizzare la storia recente di questa bocciofila che organizza un’imponente serie di gare annuali – una decina nel periodo settembre/maggio – con partecipazioni stratosferiche di atleti – alcune centinaia sia che si tratti di gare individuali o di coppia – senza che vi siano premi così elevati che possano allettare in modo particolare i tesserati. Come è possibile che ciò si realizzi solo qui, mentre la quasi totalità delle bocciofile del Comitato di Varese possono contare su numeri decisamente più esigui? Forse solo il presidente Enrico Piotti può aiutare a comprendere.

«Noi, dico noi perché ho il prezioso supporto del presidente onorario Renzo Budelli e del vice-presidente Maurizio Castiglioni, abbiamo una grande fortuna, qui a Crenna: siamo inseriti in un sistema viario incredibile. A Gallarate sfociano più strade ed autostrade che permettono di raggiungerci facilmente. Dalla A26 che conduce a Verbania e Novara, dalla autostrada dei laghi che ci collega con Milano e Varese, alla superstrada della Malpensa con PaviaVigevano e tutta la Lomellina, fino alla Pedemontana con Como e provincia. Gli atleti arrivano con facilità».

Non può essere solo questo, Crenna quest’anno ha ospitato la finale regionale di Coppa Italia femminile, gli Special Olimpics nel mese di aprile, il Campionato Italiano Sordomuti: è un punto di riferimento costante di tutto il movimento delle bocce varesine. Piotti sorride, forse ammicca, riprende il suggestivo salmodiare, ricorda le origini – la Bocciofila Bassetti, i titoli italiani conquistati con i Riva e gli Antonini, le esperienze internazionali in Cina, in Europa, nell’Africa del Nord – si avvicina all’oggi, Vice-Presidente del Comitato Provinciale di Varese, al nuovo che avanza al quale non vuole arrivare impreparato, anzi …

Allora finalmente si capisce: il mistero ha tolto l’ultimo velo della danza di Salomè e compare la soluzione. Scompare per lasciar posto al miracolo di una bocciofila gestita con serietà, oculatezza e perenne aggiornamento ai tempi che inesorabilmente cambiano. Il presidentissimo si alza, deve andare, ha altri impegni, la sua figura si staglia nell’ingresso – è un’illusione? – e sembra circondata da un‘aureola di luce, la porta si chiude e il bocciodromo ritorna ad essere completamente silenzioso.

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